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Dire minestrone significa punizione, dieta,
qualcosa che evoca l’infanzia,
quando di fronte al piatto fumante erano solo smorfie.
Eppure questo piatto viene poi
rivalutato, quando si cominciano ad apprezzare le verdure,
l’insieme dei sapori, i colori, l’aroma del timo e del rosmarino
ne fanno un piatto povero ma ricco di salute!

Voglio raccontarvi una piccola storia legata
alla nascita del minestrone:
Tanti, ma tanti, ma tanti anni fa
esisteva un re potentissimo
che aveva una figlia molto bella,
ma sempre imbronciata.
così un giorno decise di darla in sposa a chi le avrebbe fatto
il regalo più bello , tale da renderla felice e di colorarle
le guance smorte.
Giunsero con i loro doni, principi da ogni parte
intenzionati a conquistare la bella principessa.
Per un giorno intero sfilarono i reali di ogni terra, ma nessuno le piacque …il re
era esasperato.
Giunse infine un ragazzo, bello ma povero, ma con un carattere estremamente positivo.
Desideroso di conoscere la principessa, ma non possedendo
nulla di prezioso, aveva raccolto nelle campagne ,
tutte le erbe e gli ortaggi che trovava sulla sua strada.
Giunse di fronte alla principessa, che dapprima incuriosita, poi stizzita per il regalo così poco regale,
divenne rossa dalla rabbia, il re vedendo finalmente comparire il colore sulle guance sempre smorte della figlia,
si incuriosì e il giovane gli chiese di poter utilizzare la cucina.
Giunse così nelle cucine e sotto lo sguardo beffardo dei cuochi, abituati a ben altri ingredienti,
tagliò tutte le vedure e le mise a cuocere in un grande pentolone,
schiacciò le olive e mise da parte il mosto dorato, l’olio, per condire
la minestra.
Intanto la principessa camminava su e giù per il palazzo per sbollire l’ira e camminando
camminando le venne fame.
Ad un tratto sentì un profumo invitante che sapeva di sole,
di campo, di erba, di orti, di boschi,
insomma di tutto ciò che sta all’aria aperta e nel segreto del suolo.
Si recò nella sala da pranzo dove l’attendeva suo padre il re,
a tavola c’erano grandi ciotole di una zuppa odorosa e fumante,condita con
un filo d’olio, mai assaggiata.
Il re chiese al giovane: “cos’è questo”, lui rispose prontamente con un inchino:
” si chiama minestrone e rende forti come un leone,
sazia a meraviglia ed è profumato come la sua bella figlia…”
La principessa divertita da tanta sfrontatezza gioiosa e avendo un certo appetito mangiò e le sue guance
si colorirono di piacere e di calore.
Inutile dire che il giovane sposò la principessa e vissero felici e contenti.
Da quel giorno il minestrone compare su ogni tavola d’Italia,
perchè è un mix sapiente di ortaggi di ogni regione, di pazienza e di fantasia.

Vino consigliato:
Lugana Brolettino Magnum , un vino deciso
fresco ed elegante,
decisamente un vino di struttura.

E ora…ACCENDIAMO I FUOCHI!

INGREDIENTI:

-2 patate

-2 carote

-1 cipolla

-1 costa di sedano

-1 mazzetto di bieta

-Qualche foglia di cavolo nero

-Un mazzetto di spinaci

-4 zucchine romanesche

4 cucchiai di fagioli cannellini

-Sale qb

-40 g di riso a persona

-Olio evo qb

-Prezzemolo qb

-Timo qb

-Rosmarino qb

-2 pomodori

INDOSSATE IL GREMBIULE, LAVATEVI LE MANI, INIZIAMO!

Per prima cosa preparate un brodo vegetale,
con acqua, carota, sedano e cipolla.
Lavate e tagliate tutte le verdure a pezzettini,
Preparate un soffritto di cipolla sedano, carota e prezzemolo,
aggiungete i due pomodori, tagliati a cubetti e privati dei semi,
a questo punto potete aggiungere tutte le verdure precedentemente preparate,
versateci sopra 2 mestoli di brodo vegetale e
fate cuocere coperto a fuoco basso per circa 50 minuti.
Preparate un mazzetto di timo e rosmarino,
legatelo con lo spago da cucina
e legatelo al manico del coperchio, faendolo cadere nel
minestrone affinchè rilasci il profumo.
A 10 minuti dalla fine aggiungete i fagioli già lessati e il riso, fate cuocere
aggiungendo brodo se dovesse servire.
Servite in tazzotte di coccio, magari con qualche crostino abbrustolito …
non dimenticate il filo d’olio…è il tocco finale
che non può mancare.

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Et voilà… un piatto povero ma ricco di salute!

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